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Origini degli aromi

Publicado: marzo 28, 2023

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L’uso di sostanze aromatiche è noto fin dagli albori della civiltà. Alcuni autori ne fanno risalire l’origine al Neolitico, con il suo possibile utilizzo per attirare le prede per la caccia o per respingere gli insetti, ad esempio.

 

Per gli Egizi, il corpo e lo spirito si riuniscono in una seconda vita, quindi era necessario preservare il corpo. Per questo motivo, gli odori e i profumi svolgono un ruolo importante nella mummificazione e nei riti funerari. È curioso che quando si accede alla tomba di Tutankhamon si trovino più di tremila fiaschette, vasi e unguenti e che, nonostante siano passati trenta secoli, l’atmosfera profumata sia ancora percepibile.

 

I più antichi profumi conosciuti sono stati scoperti sull’isola di Cipro. Gli scavi archeologici del 2004-2005 hanno rivelato le prove di una fabbrica esistente 4.000 anni fa, durante l’Età del Bronzo, che si estendeva su una superficie di oltre 4.000 m², indicando che la produzione di profumi era su scala industriale.

 

Nell’antica Cina, l’uso dei profumi nelle cerimonie religiose è documentato dal 2000 a.C. circa. Lì il profumo veniva conservato nei popolari “sacchetti profumati”, piccoli sacchetti di stoffa o filo d’oro contenenti erbe aromatiche. Il suo uso fu esportato in Giappone, dove nel VI secolo, attraverso i monaci buddisti coreani, i profumi venivano utilizzati nei riti di purificazione.

 

Il primo chimico conosciuto fu un profumiere chiamato Tapputi, la cui esistenza risale al 1200 a.C. in Mesopotamia. La donna svolse un ruolo importante nel governo e nella religione mesopotamici come caposquadra del palazzo reale e sviluppò metodi di estrazione delle fragranze. Questi costituivano la base della profumeria e lui fu la prima persona di cui si abbia notizia a registrare le tecniche utilizzate. I metodi sopravvissuti si basano sull’uso di solventi e le fragranze estratte avevano un ruolo di primo piano sia nelle cerimonie religiose che nei rituali divinatori.

 

L’antica Grecia riempiva i suoi miti di profumi, profumando con oli le statue degli dei e i corpi di atleti e donne. Le spedizioni militari nelle profumate e profonde terre d’Oriente lasciarono inevitabilmente un’impronta olfattiva negli eserciti greci e soprattutto in Alessandro Magno: si dice che, appena entrato in contatto con queste tradizioni aromatiche estranee alla sua cultura, il macedone fece cospargere le sue stanze di ricchi profumi ovunque andasse.

 

Per quanto riguarda l’antica Roma, essa conservò le sostanze aromatiche delle società mediterranee che conquistò. I suoi abitanti portarono più soluzioni tecniche e incrementali che rivoluzioni scientifiche, come dimostra l’uso precoce del vetro come contenitore per i profumi.

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